La crisi economica e l'autoritarismo strisciante. Il circo berlusconiano e il discredito internazionale. Il suicidio della sinistra e il ritorno dei fascisti. L'Italia delle ronde e l'Italia dei respingimenti. Il 2009 sarà ricordato come un anno nero della nostra storia. Un anno in cui molti nodi sono venuti al pettine, tutti insieme, e ci hanno riconsegnato un paese stanco, involgarito, ripiegato su se stesso e sui suoi atavici difetti. Giorgio Bocca racconta il nostro annus horribilis con la veemenza e l'intransigenza di cui può essere capace solo un grande "antitaliano" come lui. La sua è un'invettiva, un appassionato j'accuse contro i mali apparentemente inestirpabili della nostra vita pubblica: il trasformismo, l'opportunismo, la memoria corta, la furberia diffusa, l'impunità, l'ossequio al potente di turno. La classe dirigente si adegua a quella che viene percepita come una morale corrente, che è poi la negazione della morale, la propensione a chiedere allo stato tutti i benefici e a dare in cambio il meno possibile. "E allora diciamo una buona volta che come società nazionale siamo ancora dei poveri, con il modo di pensare dei poveri: tiriamo a campare, del doman non v'è certezza, spartiamoci quel poco che c'è, se i più furbi rubano in grande noi approfittiamo degli avanzi del loro banchetto.
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"Bisogna essere duri senza mai perdere la tenerezza.". Che.
cartello di confine
"qui finisce lo stato vaticano. Attenzione, fuoriuscita sottane invadenti"
«MA CI RENDIAMO conto che i nostri figli sono in mano ad un manipolo di frustrati che incitano all’eversione?». GIANFRANCO FINI
"Non è necessario essere socialisti per amare Pertini. Qualunque cosa egli dica o faccia, odora di pulizia, di lealtà e di sincerità." Indro Montanelli.
«Ci si salva e si va avanti se si agisce insieme e non solo uno per uno.» Enrico Berlinguer
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