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Rispondi in Spagna non ci vuole andare piu' nessuno?
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in Spagna non ci vuole andare piu' nessuno?
ulysse
Compagna/o

Registrato: 20/05/07 04:25
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Residenza: Frittole
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Qualche anno fa era diventata la moda dei riformisti delusi, nonostante la disoccupazione gia' altissima. Oggi anche il riformista Zapatero dimostra che nel Mondo postcomunista e "globbbale" il riformismo da' l'illusione di funzionare quando la finanza tira (ovvero l'economia fasulla si gonfia) e in presenza di congiunture di mercato favorevoli (vedi calo dei prezzi del petrolio all'epoca del primo governo Craxi).

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O vecchio, a te piaccion sempre discorsi interminabili,
come una volta, in pace: ma è sorta guerra orrenda.
Già molte volte io fui nelle battaglie degli uomini
e mai vidi esercito simile, così grande.
Omero
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Malin
Pellegrino del forum

Registrato: 03/05/07 19:34
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La cosa divertente è che ci volevano andare anche durante il biennio di Prodi Laughing

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Io sto con chi cammina piano,perchè guarda intorno
RDS
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gianni41
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che infatti è caduto per queste defezioni....
la Spagna è un paese molto più laico dell'italia, dove si vive meglio, dove c'è il senso dello stato (o degli stati) e aspettiamo un po', prima di sotterrarla. il deficit spagnolo è niente in confronto a quello usa. che devono esportarlo facendo fallire qualcuno per continuare come sempre. la chiave è qui

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Re: in Spagna non ci vuole andare piu' nessuno?
Celeno
Arpia Del Forum

Registrato: 09/04/05 18:56
Messaggi: 6498
Residenza: un buco nero fra le stelle
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ulysse ha scritto:
Qualche anno fa era diventata la moda dei riformisti delusi, nonostante la disoccupazione gia' altissima. Oggi anche il riformista Zapatero dimostra che nel Mondo postcomunista e "globbbale" il riformismo da' l'illusione di funzionare quando la finanza tira (ovvero l'economia fasulla si gonfia) e in presenza di congiunture di mercato favorevoli (vedi calo dei prezzi del petrolio all'epoca del primo governo Craxi).



A me sembra che "l'anelito spagnolo" fosse legato più che altro ai temi della laicità e dei diritti civili sui quali, seppur con qualche opacità (immigrazione) non mi sembra che Zapatero abbia deluso o fatto passi indietro (soprattutto se valutato nel contesto europeo). Per il resto francamente non capisco il tuo sarcasmo. Mi pare che noi cittadini di Berluscolandia abbiamo ben poco da sogghignare di fronte alle difficoltà del riformismo social-democratico altrui.
E' meglio da noi, dove la crisi è abolita per decreto e a suon di condoni, oppure con la proposta di tagliare i salari degli adulti per favorire i giovani, con i "consigli per gli acquisti alle donne che non sanno fare la spesa o con quello di trovarsi un marito ricco alle ragazze carine. Meglio da noi, dove il conflitto sociale è oscurato dal monopolio dell'informazione, dove la riabilitazione di Craxi vede tra i suoi promotori i riformisti de noantri.

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Se un elefante schiaccia un pisolino, il pisolino muore
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il walterismo, variante letteraria del moccismo (Robecchi)
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Re: in Spagna non ci vuole andare piu' nessuno?
Stak
Compagno sornione

Registrato: 07/11/07 18:46
Messaggi: 2677
Residenza: Sicilia
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Celeno ha scritto:
ulysse ha scritto:
Qualche anno fa era diventata la moda dei riformisti delusi, nonostante la disoccupazione gia' altissima. Oggi anche il riformista Zapatero dimostra che nel Mondo postcomunista e "globbbale" il riformismo da' l'illusione di funzionare quando la finanza tira (ovvero l'economia fasulla si gonfia) e in presenza di congiunture di mercato favorevoli (vedi calo dei prezzi del petrolio all'epoca del primo governo Craxi).



A me sembra che "l'anelito spagnolo" fosse legato più che altro ai temi della laicità e dei diritti civili sui quali, seppur con qualche opacità (immigrazione) non mi sembra che Zapatero abbia deluso o fatto passi indietro (soprattutto se valutato nel contesto europeo). Per il resto francamente non capisco il tuo sarcasmo. Mi pare che noi cittadini di Berluscolandia abbiamo ben poco da sogghignare di fronte alle difficoltà del riformismo social-democratico altrui.
E' meglio da noi, dove la crisi è abolita per decreto e a suon di condoni, oppure con la proposta di tagliare i salari degli adulti per favorire i giovani, con i "consigli per gli acquisti alle donne che non sanno fare la spesa o con quello di trovarsi un marito ricco alle ragazze carine. Meglio da noi, dove il conflitto sociale è oscurato dal monopolio dell'informazione, dove la riabilitazione di Craxi vede tra i suoi promotori i riformisti de noantri.

Carrefur chiude tutti gli ipermercati da Roma in giù e le multinazionali stanno abbandonando l'Italia, nessuno vuole più avere a che fare con noi!
Siamo noi a dover piangere non la Spagna.

Ho il comunismo nel cuore
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Re: in Spagna non ci vuole andare piu' nessuno?
ulysse
Compagna/o

Registrato: 20/05/07 04:25
Messaggi: 1025
Residenza: Frittole
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Celeno ha scritto:
ulysse ha scritto:
Qualche anno fa era diventata la moda dei riformisti delusi, nonostante la disoccupazione gia' altissima. Oggi anche il riformista Zapatero dimostra che nel Mondo postcomunista e "globbbale" il riformismo da' l'illusione di funzionare quando la finanza tira (ovvero l'economia fasulla si gonfia) e in presenza di congiunture di mercato favorevoli (vedi calo dei prezzi del petrolio all'epoca del primo governo Craxi).



A me sembra che "l'anelito spagnolo" fosse legato più che altro ai temi della laicità e dei diritti civili sui quali, seppur con qualche opacità (immigrazione) non mi sembra che Zapatero abbia deluso o fatto passi indietro (soprattutto se valutato nel contesto europeo). Per il resto francamente non capisco il tuo sarcasmo. Mi pare che noi cittadini di Berluscolandia abbiamo ben poco da sogghignare di fronte alle difficoltà del riformismo social-democratico altrui.
E' meglio da noi, dove la crisi è abolita per decreto e a suon di condoni, oppure con la proposta di tagliare i salari degli adulti per favorire i giovani, con i "consigli per gli acquisti alle donne che non sanno fare la spesa o con quello di trovarsi un marito ricco alle ragazze carine. Meglio da noi, dove il conflitto sociale è oscurato dal monopolio dell'informazione, dove la riabilitazione di Craxi vede tra i suoi promotori i riformisti de noantri.


Purtroppo il post non ha reso la riflessione che l'aveva provocato. Ma chi ha detto che e' meglio da noi? sono paragoni da depliant turistico. l'anelito spagnolo era dovuto anche a gente, anzi gggiovani (forse i riformisti de noantri come dici tu) che favoleggiava di andare ad aprire un bar nel paese della disoccupazione al 20%, o dell'edilizia selvaggia come mezzo anticrisi. Se uno puo' vivere di rendita va dove vuole, altrimenti andarsene fuori dai coglioni significa trovarsi un lavoro ed e' quello il problema numero uno dovunque si vada, e soprattutto con questo tipo di economia.

X Stak
e' triste dover piangere perche' la multinazionale carrefour ci abbandona (magari i forzitalioti daranno la colpa ai sindacati), un tempo forse si sarebbe festeggiato. Battute a parte i consumi son calati quasii ovunque e gli ipermercati chiudono, non solo da noi. Scontiamo la sbornia della finanza per tutti, dei consumi gonfiati e barattai coi diritti e delle finte opposizioni riformiste.

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remicio
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ma in spagna c'è pure gasparri?

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io ti queliero, e stai zitto con le mani (avv. miezzeca)
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Re: in Spagna non ci vuole andare piu' nessuno?
Stak
Compagno sornione

Registrato: 07/11/07 18:46
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Residenza: Sicilia
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ulysse ha scritto:
X Stak
e' triste dover piangere perche' la multinazionale carrefour ci abbandona (magari i forzitalioti daranno la colpa ai sindacati), un tempo forse si sarebbe festeggiato. Battute a parte i consumi son calati quasii ovunque e gli ipermercati chiudono, non solo da noi. Scontiamo la sbornia della finanza per tutti, dei consumi gonfiati e barattai coi diritti e delle finte opposizioni riformiste.

E' triste vedere giorno dopo giorno il decadimento economico e culturale del nostro paese e del Sud in particolare.
Quello delle multinazionali, caro Ulysse, non è motivo nè di gioia nè di dolore, è una semplice costatazione di arretratezza economica, un sintomo della crisi ormai irreversibile.
Se poi vogliamo soffermarci a guardare un pò più obiettivamente la cosa ci accorgeremo che la nostra vita purtroppo non è più quella di un secolo fa e che ci piaccia o no dobbiamo fare i conti con la necessità di dover accantonare certe pregiudiziali idealiste, sarebbe ormai difficile, se non impossibile, concepire e strutturare la vita di un paese senza tenere conto che esse esistono e tengono in mano la produzione, che vuol dire anche occupazione.
Analizzando tutto ciò che vuol dire vita moderna, nel bene e nel male, e vuoi una mia opinione ti dico che io, potessi, azzererei tutto in un solo istante e riporterei il mondo agli inizi del '900, e col senno del poi ricomincerei da capo.
Ma non credo sia possibile.

Ho il comunismo nel cuore
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ulysse
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non volevo parlare dell'italia con questo topic, visto che ci sono quasi tutti gli altri.
Comunque proprio oggi Gallino su Repubblica toccava l'argomento di industria e finanza e se ho capito bene faceva proprio l'esempio della dismissione di uno stabilimento al Sud, dovuta secondo lui a motivi non legati alla produttivita' ma a strategie finanziarie. Purtroppo e' questa la realta' che si va delineando, lavorare bene o male non conta nulla e questo si vede anche nel piccolo: se l'incompetente o il disonesto e' funzionale al sistema o alla convenoienza di un caporale viene premiato e in fondo pure Truffolo ne e' un esempio. La concorrenza, il merito e il mercato che premia i migliori sono tutte cazzate alle quali ormai crede solo qualche piddino addormentato.

la mia paura piu' grande e' per lo stato sociale da qui a 10 o 15 anni. Tanto per dirne una: chi si potra' curare? Ad esempio, gia' adesso si sente pubblicizzare la donazione di farmaci ai poveri ed e' uno schifo perche' significa che la carita' si sta sostituendo ai diritti come gia' succede in tante parti del mondo.

Tornare a 100 anni fa non si puo' perche' si stava molto peggio di adesso proprio come "diritti" oltre che come tenore di vita; anzi, bisogna proprio evitare di tornarci. E' il dominio della finanza e delle rendite che va limitato.

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gianni41
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ulysse ha scritto:
proprio oggi Gallino su Repubblica toccava l'argomento di industria e finanza e se ho capito bene faceva proprio l'esempio della dismissione di uno stabilimento al Sud, dovuta secondo lui a motivi non legati alla produttivita' ma a strategie finanziarie.

ossia, pagati coi soldi di tutti i guasti della crisi, i finanzieri tornano a finanziarsi. come e peggio e nonostante prima.
sino al prossimo botto. (la crisi spagnola è essenzialmente l'esportazione del costo della crisi usa).

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