Narrativa
Il motivo per cui abbiamo inserito una sezione narrativa in questo portale è che la fiction rappresenta uno dei migliori esercizi di immaginazione strutturata che la nostra specie utilizza per innovare e sperimentare, qualcosa di tanto potente da diventare a sua volta una nicchia culturale e organizzativa a cui ci siamo allegramente adattati nel corso del tempo.
Il worldbulding di opere immaginative antiche e moderne come l'Odissea, Robin Hood, il ciclo arturiano, Star Trek, Guerre Stellari, Stargate, la Fondazione, Harry Potter si è diffuso in lettori e spettatori e costituisce delle realtà immaginative così vivide da permetterci quasi di viverci dentro, quasi come in quelle quotidiane. Ci emozioniamo, ci rattristiamo, proviamo conforto, ci ispiriamo e lo facciamo in gruppo, collettivamente.
Lyon Sprague de Camp e Fletcher Pratt, nel loro ciclo di Harold Shea immaginarono addirittura una connessione (quasi quantistica) tra i mondi dei grandi cicli epici e gli universi paralleli, in cui era possibile viaggiare nel mondo dell'Orlando Furioso o in quello del Kalevala, un turismo avventuroso molto rischioso. Naturalmente, la loro era un'opera di metanarrativa, un gioco ricorsivo molto intrigante e incentrato sulla narrazione stessa.
Credo che sia difficile enumerare le invenzioni e i modelli di pensiero che dai libri e dai film siano poi diventati parte del nostro presente reale. Questa traslazione è così frequente perché l'innesco della cultura non è tanto il bisogno quanto la portata dell'immaginazione, soprattutto di quella collettiva. Stephen Jay Gould definì una volta l'uomo come "specie narrativa", attributo assai più realistico di "sapiente". La sua era più che altro una critica, ma io l'ho sempre presa come un bellissimo complimento alla nostra capacità di immaginare insieme e poi talvolta di concretizzare una fantasia collettiva.